Dalla e Guccini su Bologna e l’Emilia – da vedere e leggere –
Un documento, una intervista storica, chiunque si interessi di musica e cultura dovrebbe vederla e leggerla.
Dalla: ….poi mi fa anche pensare una cosa, ne parlavamo prima con Roversi, come Bologna in fondo sia sempre stata una città di dottori è una città del diritto;
Guccini: la tradizione della giurisprudenza pensi ..
Dalla: E’ come ordinassero, ed è come forse è tornato il momento di farlo rispetto al cinema alla musica, alla tradizione contadina alla civiltà che in fondo, dalla quale veniamo tutti, dove sia davanti alle incognite del futuro il bisogno di ordine di ri-catalogare di rimettere tutto in fila, della concretezza or ora qua davanti a queste tombe e a questi grandi personaggi della scienza furono appunto dei dottori, dei grandi scienziati ma nello stesso tempo degli organizzatori del pensiero,
fissatori del pensiero.
Guccini: una domanda che fanno sempre, l’avranno fatta anche a te molte volte, al di là proprio di Bologna- e non so se neanche se è vero- una domanda che però ricorrente è questa: come mai i bolognesi o gli emiliani hanno dato tanta gente alla musica tanta gente al cinema?
Dalla: perché alla musica? io lo so, per lo meno credo di saperlo. Perché dalla civiltà contadina si è passati in maniera assolutamente brusca alla civiltà dell’industria delle fabbriche.
Sono state riportate, senza fasi intermedie, i modelli di aggregazione canora dalla campagna alle fabbriche, quindi le contadine le mondine si sono trasferite in fabbrica ma hanno continuato a cantare; vedi la Pizzi vedi tutte le cantanti donne e i cantanti uomini.
Poi c’era anche il fatto di essere in mezzo all’Italia quindi avere un po’ di una tradizione del sud e un po’ della tradizione del nord e soprattutto questo fatto: di essere ritmici, in ogni caso sempre anche nella musica popolare non è mai una musica lagnosa, come può essere la musica romana o la musica eccessivamente ??…
Guccini: quindi dici che noi tutti – mi piace questa cosa- siamo un prodotto della Civiltà Contadina, cioè siamo passati senza fase intermedia;
Dalla: senza fase intermedie tanto è vero che proprio per questo alcune tradizioni sono rimaste inalterate e spostate solamente dalla campagna, dal verde al cemento.
Guccini: Ecco questo però diciamo che dà Bologna anche un aspetto -che forse è il suo bello- ma un aspetto provinciale tutto sommato.
Dalla: assolutamente secondo me si, tant’è vero per esempio che cos’è che manca a Bologna nel nostro campo dico in generale, al cinema perché non si è fatto qua e si è dovuto fare fuori e perché tanti uomini di cinema sono bolognesi, emiliani tu prendi Pasolini si può dire che era bolognese, emiliano, Fellini, Forestano Vancini, Bertolucci (ehm l’altro di Ferrara, insomma tanti) Antonioni, perché probabilmente c’era una venatura di poesia nel nostro cinema, nel cinema emiliano, guarda caso sempre cinema d’essai, anche Pupi Avati e mentre.. quindi non c’era il concetto del serial, non c’era mai stato, vabbè non c’era neanche allora del “drammone”, non c’era il film commerciale c’era il film che
Guccini: beh c’era la serie dopo la guerra con Nazari e Yvonne Sanson quello era un serial italiano,
Dalla: non c’era da noi dicevo perché qui da noi si è sempre prodotto un cinema, secondo me, altamente poetico o il tipo di ricerca era una ricerca assolutamente nuova, gli stessi gruppi di poesia del 60, cioè è una città particolare stimolante Bologna, ecco perché io non mi sono mai staccato definitivamente perché è diversa da tutte le altre città.
Fortunatamente è lontana dal centro che è Roma ma è lontana anche dal centro che è Milano. Ecco sono dal Polo laico e dal Polo cattolico è una città assolutamente attraverso e soprattutto è una stazione dove si spostano avanti e indietro e credo che questo sia una inquietudine che ci leghiamo
Guccini questo forse è diciamo una delle facce di Bologna ma da tempo immemorabile, sempre quella di essere un punto proprio di passaggio;
Dalla: la stessa mille miglia perché noi abbiamo i motori, Roversi poi e l’ha cantata per prima l’epopea emiliana del motore o Padana, proprio perché evidentemente la frustrazione di questo passaggio di bolidi, di avanti e indietro senza mai fermarsi se non nella vetrina del tabaccaio, perché molte volte uscivano a porta Saragozza e andavano lì (dal tabaccaio) ha creato questo tipo d’ansia
Guccini: Ma cioè ci sono degli aspetti nuovissimi..
Dalla: C’è da dire che stiamo preparando poi la società di domani, che nascerà, e sarà proprio una società piena di queste commistioni stranezze ritengo anche, senza arrivare alla grande città -come Roma- che se tu vai nel centro di Roma è una città Indo asiatica- ma Bologna invece diventerà una città per esempio nord africana e quindi dovremmo prepararci anche ad abitudini che non sono nate da noi, sono importate da fuori a Roma c’è la zona del della Nomentana dove sono calabresi siciliani da noi non ci sono queste zone c’è una zona stranamente cinese che fuori porta;
Guccini: da prima della guerra;
Dalla: da prima della guerra però adesso è una società nuova io ritengo che Bologna sia forse di tutte le città italiane quella più fedele alla società di domani perché innanzitutto è progredita è discretamente assistita, è una città non dico modello però rispetto alle altre città è una città che si regge anche in piedi bene, come tutte le società del futuro.
MB