DALLA e GUCCINI su Bologna, Emilia e Musica

“i contadini le mondine si sono trasferiti in fabbrica ma hanno continuato a cantare”

Abbiamo ripreso un prezioso video, trasmesso su RAI 1 negli anni ottanta, un programma su Francesco Guccini dove lui stesso svolge il ruolo di intervistatore di Lucio Dalla.

Vorremmo con questo aprire un confronto di idee sulla musica emiliano romagnola.


 

GUCCINI: ……la domanda ricorrente è questa, come mai i bolognesi o gli emiliani hanno dato tanta gente alla musica, tanta gente al cinema?

DALLA: …credo di saperlo, perché dalla civiltà contadina si è passati  in modo strettamente brusco alla civiltà dell’industria, delle fabbriche, e sono state riportate senza fasi intermedie i modelli di aggregazione canora, dalla campagna alle fabbriche, quindi i contadini le mondine si sono trasferiti in fabbrica ma hanno continuato a cantare, vedi la Pizzi e tutti i cantanti donne e uomini, e poi c’era anche il fatto di essere in mezzo all’Italia e quindi avere un po’ della tradizione del sud e un po’ del nord e soprattutto il fatto di essere ritmici sempre, anche nel caso della musica popolare, che non è mai una musica lagnosa come può essere la musica romana..

 

GUCCINI: e quindi tu dici, mi piace questa cosa, che siamo un prodotto della civiltà contadina, senza fasi intermedie, siamo passati….

DALLA:  .senza fasi intermedie, proprio per questo alcune tradizioni sono rimaste inalterate e spostate solamente dalla campagna, dal verde al cemento.

GUCCINI: ecco questo dà a Bologna un aspetto, che forse è anche il suo bello, un aspetto provinciale,

DALLA: assolutamente, secondo me si, tant’è vero che cosa è che manca a Bologna nel nostro campo, dico in generale, nel cinema? perché non si è fatto qua e si è dovuto fare fuori e perché tanti uomini di cinema sono Bolognesi ed emiliani, tu prendi Pasolini, si può dire che era bolognese emiliano?! Fellini, Florestano Vancini, Bertolucci, .. Antonioni,  perché probabilmente c’era una venatura di poesia nel cinema emiliano, guarda caso sempre cinema d’essai, anche Pupi Avati, .. Non c’era il concetto del serial, il drammone, il film commerciale qui da noi si è sempre prodotto un cinema altamente poetico, .. era un tipo di ricerca assolutamente nuova, gli stessi gruppi di poesia del’60 ..è una città particolare, stimolante Bologna, ecco perché io non mi sono mai staccato definitivamente, perché diversa da tutte le altre città, fortunatamente lontana dal centro che è Roma ma è lontana anche dal centro che è Milano, dal polo laico e dal polo cattolico, una citta che è assolutamente “attraverso” e soprattutto è una stazione dove si spostano avanti e indietro, e questa penso sia una inquietudine che ci leghiamo..

GUCCINI: questa forse è una delle facce di Bologna da tempi immemorabili.

DALLA: da sempre,

GUCCINI: da sempre, quello di essere un punto di passaggio.

DALLA: la stessa Mille Miglia perché noi amiamo i motori, Roversi poi l’ha cantata per prima l’epopea emiliana del motore, o padana, proprio perché la frustrazione di questo passaggio di bolidi, avanti indietro senza mai fermarsi……………..