IL GRANDE RITORNO DEI CCCP A BOLOGNA

Li ha accolti una Piazza Maggiore gremita e unita. I Fedeli alla linea sono tornati come una volta, c’è chi lo chiama revival, chi lo definisce semplicemente ritorno, chi li snobba e chi mente.

Ma comunque sono tornati a suonare insieme, dopo i tre concerti in Germania, nel febbraio 2024 a Berlino, dopo 42 anni di assenza.

Non senza polemiche, ma d’altronde le polemiche sono nate e cresciute con loro. Il CUA (Collettivo Universitario Autonomo) ha così affermato prima del concerto: “La sera del 21 maggio verremo in piazza Maggiore, in tanti, e saremo felici di partecipare al grande concerto in maniera totalmente gratuita, come dovrebbe essere sempre. Crediamo che sia inaccettabile che quei suoni, quei testi, vengano resi di nicchia chiedendo 50 euro di ingresso. Come poter pensare di dare un prezzo all’attraversamento di una piazza?”.

Alla fine, e solo alla fine, tutto è finito bene. C’è stato un tentativo di sfondamento verso le 22, presso la recinzione in via delle Pescherie Vecchie, presidiato da agenti e forze dell’0rdine. Solo verso il termine dell’evento, dopo un’attenta perquisizione, sono stati fatti entrare per godersi l’ultima parte del concerto.

Ma torniamo alla musica. Lo spettacolo ha avuto il suo inizio alle 21:18 con le luci viola, un boato e la voce di Annarella: “Ciò che fu ciò che è stato, ciò che è scampato. Cellula dormiente risvegliata al presente all’erta sto, inquieto l’orizzonte”.

Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici e Danilo Fatur si sono ripresi la scena dopo 40 anni dall’Ep Ortodossia, intonando la celebre Depressione Caspica dell’album Etica Epica Etnica Pathis. Dal 2024 agli anni Ottanta, è un attimo. “Produci, consuma, crepa” quell’epico slogan contenuto nel brano Morire, uscito nel 1986, che si scagliava contro il nemico Capitalismo risuona pesante e quasi doloroso, cantato ora nel 2024, nell’era dei social, dell’AI e della pseudo modernità. Nostalgia, nostalgia canaglia, direbbe Albano. O “Si stava meglio quando si stava peggio” direbbero altri. Nel pubblico tanti i giovani dell’epoca, ma anche tanti i giovani di adesso.

I biglietti venduti sono stati 8.700 e con gli addetti ai lavori si è arrivati a 9.000 persone.

Di seguito le prossime date:

– 23 maggio a Milano, per un’anteprima del MI AMI Festival – 13 giugno all’Ippodromo delle Capannelle di Roma, nell’ambito di Rock in Roma – 27 giugno a Collegno (Torino), nell’ambito di Flowers Festival – 28 giugno al Barton Park di Perugia, nell’ambito di Moon in June – 4 luglio a Villa Bellini di Catania, nell’ambito di Summer Fest – 11 luglio a Ferrara (Ferrara Summer Festival) – 12 luglio a Villa Ca’ Cornaro di Romano d’Ezzelino (Vicenza), nell’ambito di Ama Festival – 21 luglio a Servigliano (Fermo), nell’ambito di NoSound Fest – 26 luglio al Parco Mediceo di Pratolino di Firenze, nell’ambito di Musart Festival – 27 luglio all’Arena del mare, Porto Antico di Genova, nell’ambito del Balena Festival – 3 agosto all’Anfiteatro Ivan Graziani di Alghero, nell’ambito del Festival Abbabula – 9 agosto a Melpignano (Lecce), nell’ambito di SEI Festival – 29 agosto a Mantova, Esedra Palazzo Te

Martina Lusetti