“FANTASIE” IL NUOVO FEATURING DI CESARE CREMONINI

È uscita il 15 settembre “Fantasie” il nuovo featuring tra Davide Petrella in arte Tropico con il collega e amico Cesare Cremonini, uno dei primi artisti che hanno saputo scovare e valorizzare il talento di questo autore. Il loro, infatti, è un sodalizio artistico che dura ormai da dieci anni, sodalizio nella scrittura testuale e musicale dei brani e che ne porta la firma in canzoni celebri come Logico, Buon viaggio (Share the love), Lost in the weekend, Possibili scenari, Poetica, La ragazza del futuro e tantissime altre. Ma stavolta, a differenza di tutte le altre, non si parla solo di co-scrittura nei brani di Cremonini, ma di vero e proprio featuring che sarà contenuto nel prossimo album di Tropico “Chiamami quando finisce la magia”, in uscita prossimamente.
Un pop dal sapore internazionale, musicalmente bello e accompagnato da un testo importante caratterizzato da una scrittura fatta per immagini.

Quasi in contemporanea con la pubblicazione del pezzo, ha seguito anche l’uscita del videoclip curato dallo stesso Tropico.

“L’idea di questo video nasce dal focus che c’è nella canzone. Siamo tutti nelle fantasie di qualcun’altro. Ognuno di noi potrebbe essere nella mente di qualcun’altro. Volevo qualcosa che ne incarnasse l’idea e mi è venuto in mente questo muro umano di persone. Le persone sono un luogo, idea, sono un viaggio, un sentimento, un progetto, un sogno. Volevo una sensazione immersiva nelle fantasie della gente, non per forza le mie, in generale.
Di tutti. Il primo muro umano, artistico, che mi è venuto in mente sono state le Centauromachie di Michelangelo.
Anche se il senso era diverso, mi piaceva quell’intreccio di corpi come costruzioni, ed è diventato la nostra reference. Devo dire che Attilio Cusani e tutti i ragazzi di Borotalco sono stati incredibili nello sviluppare l’idea insieme. Meravigliosi. Spesso le fantasie vengono a prenderti quando stai facendo altro, quando sei distratto, o ad esempio quando chiacchieri con un amico del più e del meno come nel nostro caso nel video. Con la dovuta mediazione tra i linguaggi, siamo più vicini all’installazione e alla video art che al videoclip musicale.
È uscita il 15 settembre “Fantasie” il nuovo featuring tra Davide Petrella in arte Tropico con il collega e amico Cesare Cremonini, uno dei primi artisti che hanno saputo scovare e valorizzare il talento di questo autore. Il loro, infatti, è un sodalizio artistico che dura ormai da dieci anni, sodalizio nella scrittura testuale e musicale dei brani e che ne porta la firma in canzoni celebri come Logico, Buon viaggio (Share the love), Lost in the weekend, Possibili scenari, Poetica, La ragazza del futuro e tantissime altre. Ma stavolta, a differenza di tutte le altre, non si parla solo di co-scrittura nei brani di Cremonini, ma di vero e proprio featuring che sarà contenuto nel prossimo album di Tropico “Chiamami quando finisce la magia”, in uscita prossimamente.
Un pop dal sapore internazionale, musicalmente bello e accompagnato da un testo importante caratterizzato da una scrittura fatta per immagini.

Quasi in contemporanea con la pubblicazione del pezzo, ha seguito anche l’uscita del videoclip curato dallo stesso Tropico.

“L’idea di questo video nasce dal focus che c’è nella canzone. Siamo tutti nelle fantasie di qualcun’altro. Ognuno di noi potrebbe essere nella mente di qualcun’altro. Volevo qualcosa che ne incarnasse l’idea e mi è venuto in mente questo muro umano di persone. Le persone sono un luogo, idea, sono un viaggio, un sentimento, un progetto, un sogno. Volevo una sensazione immersiva nelle fantasie della gente, non per forza le mie, in generale.
Di tutti. Il primo muro umano, artistico, che mi è venuto in mente sono state le Centauromachie di Michelangelo.
Anche se il senso era diverso, mi piaceva quell’intreccio di corpi come costruzioni, ed è diventato la nostra reference. Devo dire che Attilio Cusani e tutti i ragazzi di Borotalco sono stati incredibili nello sviluppare l’idea insieme. Meravigliosi. Spesso le fantasie vengono a prenderti quando stai facendo altro, quando sei distratto, o ad esempio quando chiacchieri con un amico del più e del meno come nel nostro caso nel video. Con la dovuta mediazione tra i linguaggi, siamo più vicini all’installazione e alla video art che al videoclip musicale.

Martina Lusetti