ANDREA MINGARDI – I DJ: la fine degli ORCHESTRALI

Andrea Mingardi, noto cantautore e brillante scrittore bolognese, (di soli 80 anni!!!) ha lanciato nelle settimane scorse, sulle sue pagine Facebook, un tema molto interessante: la figura dell’ORCHESTRALE, musicista nella sua versione più nobile, messa in crisi e poi sostituita sui palchi, dall’inizio degli anni ’80, da parte dei DJ.

Mingardi ripercorre “pezzi” di sua la sua storia e di quella collettiva di tanti ragazzi di allora prendendo spunto dalla scomparsa di Stefano D’Orazio ricordando le origini bolognesi (Jaguars ’62) dei POOH. Racconta che con i suoi Golden Rock Boys, a fine anni ’50, siano stati tra i “primi a cogliere al volo il razzo del Rock end Roll e a riempire locali, cantine e dancing che uscivano dai tradizionali repertori delle orchestrine da ballo. Quel movimento di giovani musicisti aveva favorito la nascita e la crescita di centinaia di ragazzi che desideravano vivere con la nuova musica. Dopo il rock, era arrivata l’onda del beat inglese. Una valanga di quartetti che seguivano il verbo dei ragazzi di Liverpool. Bologna, prima centro degli orchestrali, era diventata una colonia di chitarristi e batteristi che si divertivano a suonare i brani degli Shadows e anche di Jimi Hendrix.”

Poi dagli anni ’60 tanti ci sono stati tanti anni di musica dal vivo in tantissimi locali del territorio:
“Il Big, di Cento, il Pik Pak, il Kiwi, il Piro Piro, il magnifico Picchio Rosso, quello Verde, il Marabù, il Caravel a Mantova, il Jumbo di Parma, il Poker a Sassuolo e la miriade di locali sulla Riviera Adriatica, erano popolati da esseri umani, con i loro vestiti, divise, ambizioni e i loro amori da trasferta. Se dovessi elencare tutte le maxi discoteche nelle quali ho suonato, staremmo qui dei giorni. …”

“…..Nomi, non celebri come i Pooh, ma altrettanto importanti per noi: Piergiorgio Farina, Henghel Gualdi, Paolo Zavallone, Marzio, hanno animato le serate di molti di voi.
Tutte formazioni fatte da musicisti veri, di gente brava che dedicava la propria vita a salire su quei palchi per intrattenere il pubblico ….”

“Ma dopo un Rinascimento per noi che durava dal dopoguerra, nell’ottanta ha segnato l’inizio della vita virtuale e la fine di quella reale. ……….. “
“Quarant’anni sono pochi e, di solito, si è ancora giovani ma nel 1980 un’intera categoria si sentì decrepita all’improvviso. Non ci fu nemmeno preavviso. I DJ occuparono tutti i palchi che fino a poco tempo prima erano stati appannaggio di gente in carne ed ossa che suonava strumenti.
I gestori delle maxi discoteche, non avevano impiegato molto a capire che un uomo costava meno di otto. Ma la cosa più grave era che una certa controcultura stava affermando che fosse più divertente ballare con i dischi che con la band. E così, migliaia di musicisti più o meno giovani, si ritrovarono in mezzo a una strada. Non perché fossero scarsi ma perché qualcuno aveva stabilito che non erano più di moda. ..”
“Adesso non voglio togliere meriti a DJ professionisti, bravi che hanno anche brillato come produttori ma sentire alcuni cialtroni dire pubblicamente: “Stasera vado a suonare.”, faceva venir voglia di fare una strage. E avallati da proprietari e gestori che dicevano: “Come mixa Gigi! O come screccia Bibo!”.
Mentre concludiamo queste riflessioni/ provocazioni rubate ai social di MINGARDI con la sottolineatura del ruolo dell’ORCHESTRALE:

“.. i POOH se togliete gli effetti speciali, il fumo e le luci sontuose del loro stage, sono rimasti degli orchestrali, nell’accezione più nobile della parola. “

“Perché ricordatevi, non contano i soldi, gli autografi, i laser e i palchi giganteschi, le televisioni, ma contano solo ii piedi su un palco insieme ad altri musicisti. Tutti lì, a creare insieme quella magia chiamata musica.
Mitici orchestrali, componenti di complessini, band, gruppi, ensamble che da sempre hanno come scopo soltanto raggiungere un’armonia. C’è una importante allegoria nel suonare insieme, un esempio per tante persone. Per riuscirci , ciascuno deve sacrificare parte del proprio egoismo. Lo scopo comune: è la bellezza, la sintonia, l’amore per qualcosa che dia gioia al prossimo. “