CESARE CREMONINI: CONTINUA IL PROGETTO “IO VORREI”

“Ogni bambino che non va più a scuola è un bambino che annega.

Ogni bambino che vive in un luogo senza luce, in un quartiere senza speranza, dovrebbe avere una

scuola che non si spegne mai.

Ne basta uno in più o in meno per aver vinto o perso.”

Queste le parole del cantautore bolognese che qualche settimana fa ha ripreso il lungo cammino
di “Io Vorrei”, un vero e proprio progetto di riqualificazione delle aree urbane, con una forte
predilezione verso gli spazi che riguardano i più giovani, partito un anno fa grazie anche alla
collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicura e l’artista Giulio Rosk, che dona colore laddove il
grigio della città regna sovrano. Il desiderio più grande è quello di riqualificare le periferie e tutti
quei quartieri che hanno bisogno di maggior sostegno, per le famiglie e soprattutto per bambini e
adolescenti.
La prima tappa è stata a Palermo, all’Istituto Sperone Pertini, dove il 2 ottobre è stato inaugurato il
primo dei campi sportivi polivalenti del progetto Io Vorrei.
“La musica si è fatta da sogno a realtà. Tutto questo a pochissimi giorni da un fatto storico:
l’attività sportiva è ufficialmente parte della nostra Costituzione. Un diritto per tutti i ragazzi e le
ragazze del futuro. Devo ancora trovare le parole per descrivervi cosa c’era negli occhi dei bimbi e

delle bimbe dello Sperone oggi. In questo luogo, in cui nemmeno il mare è un sogno sempre
possibile, il campo era tutto per loro. Una promessa mantenuta, nata dall’amicizia.”
La seconda tappa si è svolta all’Istituto de Filippo, quartiere Ponticelli di Napoli. Anche qui è stato
inaugurato un campo da calcio in erba sintetica per attività sportive in una scuola dove finora non
era mai stato possibile stare all’aperto durante l’ora di ginnastica, perché la parte esterna
dell’edificio scolastico era sempre stato ritenuto inagibile. Un quartiere difficile, complesso, in cui
non c’è nulla a misura di bambino, ma che ora qualcosa in più ce l’ha.
La terza tappa è stata all’Istituto Anco Marzio di Ostia. Anche questa scuola ora vanta un campo
sportivo e anche questi bambini ora possono giocare liberamente.
“Io ricordo bene il momento in cui, a metà degli anni ’80, i miei genitori cominciarono a parlarmi di
futuro. La scuola era la strada da percorrere e io un progetto da lanciare in orbita. Erano anni,
quelli, ancora alieni, senza una vera riflessione condivisa sulle inclinazioni di un ragazzino. Ma una
cosa non l’ho mai dimenticata, anzi mi è restata dentro. A Bologna c’era scelta. La preoccupazione
era quella di chi teme di sbagliare fra le tante possibilità, come se la scuola fosse ormai un bene
acquisito e il futuro un ventaglio aperto. Ci sono luoghi in cui il futuro non è un varietà. Nei
quartieri come lo Sperone di Palermo o il Petrone di Napoli, si lotta ogni giorno tra due strade. La
presenza nell’unica scuola possibile, difesa a denti stretti da esseri umani di buona volontà (non
dallo Stato) o la dispersione scolastica che significa sempre criminalità. Per questo motivo sono
qui.”
Il progetto è solo all’inizio, tante altre iniziative sono pronte a prendere vita e mai come in questo
momento storico ce n’è davvero bisogno. Perché il diritto al futuro è un diritto di tutti.

Martina Lusetti