Iva Zanicchi ricorda Theodorakis

Mikis Theodorakis è scomparso ieri, 2 settembre. Diplomato al Conservatorio dell’Odeion, negli anni tra il ’50 e il ’60 componeva pezzi sinfonici, balletti e colonne sonore. , Collaborando con il poeta Yiannis Ritsos approdò poi alla canzone popolare greca.

Durante la dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) venne imprigionato e torturato, mentre la sua musica venne proibita. Fu proprio poco dopo la sua scarcerazione che incontrò Iva Zanicchi: “Theodorakis era appena sbarcato a Roma, in esilio, sul corpo ancora le ferite delle violenze subite, doveva essere operato d’urgenza per un appendicite.

Vesigna mi disse: “Andiamo a trovarlo, facciamogli ascoltare la “lacca”  del tuo disco che sta per uscire con le sue canzoni”. Ricordo come fosse oggi, quella stanza d’ospedale. C’erano lui e due suoi compagni dell’opposizione al governo dei colonnelli. Abbiamo messo su il disco e piano piano lui cominciò a piangere, e con lui i suoi due amici, tenendosi per mano, come in una forma di preghiera. Piansi anch’io, naturalmente“.

Da quell’incontro nacque Caro Theodorakis… Iva, il quinto album de L’Aquila di Ligonchio, che conteneva nove brani dell’autore greco – diventato celebre nel mondo anche per il Sirtaki di Zorba  – resi in italiano da Sandro Tuminelli e Mogol.

Tra i brani spiccava, certamente, “Fiume Amaro”. Iva Zanicchi ha così ricordato il grande autore scomparso:

 

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