L’ITALIA MUSICALE DEL GIRO

Mercoledì 18 maggio 2022 torna il Giro D’Italia, l’evento sportivo

Nazionale che attraversa l’intera penisola soffermandosi inevitabilmente
su una delle protagoniste che caratterizzano il paesaggio della nostra
meravigliosa penisola: la via Emilia.
Si, proprio lei, Madame Via Emilia, sentirà le due ruote di tanti atleti,
carezzare con garbo il proprio manto stradale, sotto il solleone di un
preannunciato Hannibal, nome usato per descrivere il caldo torrido
previsto in settimana.
Il Giro d’Italia è da sempre sinonimo di movimento e – al contempo –
blocco del traffico in determinate fasce orarie.
Una giornata diversa che chiede alle città una pausa dal tran-tran
quotidiano e chiede la pazienza di saper attendere l’apertura delle strade
che -ogni giorno- calchiamo senza porci quesiti.
Ciò a cui a volte non si pensa è che esiste una stretta correlazione tra
questo evento sportivo ( che debuttò il 13 maggio 1909 e ancora persiste
arrivando alla sua 105esima edizione ) e la musica.
Quante canzoni sono state infatti dedicate ai ciclisti? Passando dalla
famosissima “Bartali” di Paolo Conte, passando per la poesia che è “Il
bandito e il campione” di Francesco De Gregori, si arriva poi
inevitabilmente all’emozionante “Coppi” di Gino Paoli e – in tempi
recenti – “Alfonsina e la bici” dei romani Tetes De Bois e/o Pitura Freska
(l’Italia del Giro).
Queste tappe musicali ci portano nel loro viaggio affascinante soffermarci
poi sull’ Emilia-Romagna.
Quale cantautore o gruppo ha dedicato un brano al ciclismo?

Tratta dall’album “Con me o Contro di me” del 2006, la carezzevole
“L’Ultima Salita”, è una pietra miliare regalata dai Nomadi, in seguito
alla prematura dipartita dell’indimenticato Augusto Daolio, sempre
presente nei cuori degli abitanti di Novellara e di tutta la Nazione.
Il testo de “L’Ultima Salita” seppur non più cantato dalla timbrica
inimitabile di Augusto è una poesia in musica che è anche metafora della
vita stessa.
“Cerchi in questo giorno d’inverno il sole che non tramonta mai, lo cerchi
in questa stanza d’albergo solo e sempre con i tuoi guai, dammi la mano,
fammi sognare, dimmi se ancora avrai, al traguardo ad aspettarti,
qualcuno oppure no”.

Inevitabili riferimenti alla vita che è sinonimo stesso di un traguardo, a
volte senza senso, ma che ci consente ogni giorni di cercare un sole che
non tramonti.
A tutti i girardenghi auguriamo quindi una salita piacevole…. e che non sia
l’ultima!

D. D.