Modena City Ramblers “riaccolti” a braccia aperte, raddoppiano la data all’Estragon di Bologna

“Riaccolti” a braccia aperte, verrebbe da dire parafrasando il loro ultimo album. La risposta sarà pure più complicata, ma evidentemente convince dolci rivoluzionarie e non, tant’è che i Modena City Ramblers hanno dovuto raddoppiare la data all’Estragon di Bologna per Irlanda in Festa.

Del resto, la grande famiglia aspetta questi appuntamenti con la voglia di portare avanti con lo storico gruppo quel dialogo costante che comincia sul palco e continua anche dopo lo spettacolo davanti ad una birra. Nessuna verità rivelata, nessuna retorica, soltanto la coerenza di chi sta con un piede sul palco e l’altro nelle storie di chi incontra lungo la strada. Che è poi il filo conduttore del loro ultimo album, un doppio ritorno alle origini. Un ritorno fisico allo studio Esagono di Rubiera ed un ritorno emotivo agli inizi, a quel suono primordiale composto da volti, storie ed idee.

Sarà per questo che quando sabato, alla fine del concerto, è partita “Sing for the climate” mentre i “ModenI” ci salutavano, ci è sembrato di continuare il discorso con la Bella ciao cantata qualche minuto prima. Perché che si poghi su “Mia dolce rivoluzionaria” o si dondoli su “Ebano”, con i Ramblers si dialoga e ci si confronta, non si aspettano risposte, ma se ne condivide la linea, quell’asticella sempre un po’ più alta rispetto a quello che noi possiamo fare e non solo a quello che ci aspettiamo dagli altri. Perché “siamo tutto quello che abbiamo raccolto”.

Eva