VASCO sul Corriere bella intervista di Milena Gabanelli, i lavoratori dello spettacolo, l’ispirazione, i Rolling Stones

Una bella videointervista di Milena Gabanelli a Vasco sul Corriere della Sera 20.5.20:
la difficoltà dei 400.000 lavoratori della cultura e dello spettacolo, Vasco racconta che con Jovanotti e la Pausini aveva pensato ad un fondo finanziato dai maggiori artisti a sostegno dei lavoratori del settore musicale, poi l’appello a Conte e la decisione del Governo di un miliardo di euro per questi lavoratori:
«……Noi siamo disponibili, tutti gli artisti, penso. Intanto abbiamo pensato ognuno a proteggere i propri: io proteggo i miei collaboratori; penso alla mia squadra, una trentina di persone più o meno. Ognuno pensa ai propri, così siamo sicuri che quello che facciamo arriva. Poi c’è questo decreto… 600 euro saranno pochi, ma li riconosce anche ai lavoratori di quel tipo, è importante. In Italia c’è questo concetto che gli artisti sono considerati personaggi tra il circo e l’orchestrina: non sono considerati cultura».
Altro passaggio rilevante riguarda il rapporto sofferenza\ ispirazione:
«È sempre nelle sofferenze più grandi che alla fine si va a pescare quando si scrive. Solo che lo fai quando sono già passate: nel momento della sofferenza non fai niente, soffri e basta. Io soffro e basta, non è che scrivo una canzone. Magari dopo, quando è passato, ricordo quel momento e magari finisce in una canzone tutta l’intensità di quel momento lì. Però adesso sono troppo attonito, frastornato, allibito e incantato da questa situazione così pazzesca, da queste città vuote… una cosa allucinante, nelle scorse settimane sembrava di vivere in un film di fantascienza, di quelli che abbiamo visto ma mai avremmo pensato di vivere. Sono stato anche contento di essere arrivato a vederlo: ormai ho una veneranda età, avrei potuto essere già andato da tempo. Ho bruciato la candela da tutte le parti, in effetti sono qui per miracolo».
Vasco poi provocato dalla Gabanelli sul suo poco amore per i Beatles conferma:
«Ma se ami i Rolling Stones ami un certo modo di fare musica; lo sberleffo, la provocazione, cose che non sono dei Beatles. Non dico che le loro canzoni siano brutte, ma hanno sempre avuto l’aspetto dei bravi ragazzi».