Dino Sarti

Dino Sarti artista Bolognese, celebrato come chansonnier e “bardo” del capoluogo emiliano, per le sue descrizioni della città e dei suoi abitanti, spesso utilizzando il dialetto bolognese.

Dino Sarti nacque il 20 novembre 1936 a Bologna e morì l’11 febbraio 2007 a Bentivoglio.

Sarti iniziò a lavorare come artigiano in fabbrica. Il suo amore per la musica lo spinse a partecipare come ballerino dilettante a eventi di danza e alle Festa dell’Unità, ricevendo il soprannome di “cantante del bracciante”.

A metà degli anni ’50, vinse un concorso radiofonico per nuovi cantanti, che gli valse un impiego al Palace Hotel di St. Moritz, in Svizzera. Fu l’inizio della sua carriera professionale come artista di night club e cabaret. Il Cantante di Bologna

Dino Sarti divenne un artista versatile che cantò e si esibì nei cabaret, oltre a scrivere e dirigere film. Apparve in film come “Carosello” di Carlo Lizzani e “Dichiarazioni d’amore” di Pupi Avati.

Il suo repertorio era un dipinto della vita, della gente e dei luoghi di Bologna e della Riviera Romagnola, che combinava umorismo, nostalgia e lo spirito tipico di Bologna. Le sue canzoni, con la collaborazione musicale di Corrado Castellari, a lui legato da tempo, celebravano la vitalità musicale del Paese.

A partire dal 1974, si esibì frequentemente nei suoi concerti di Ferragosto in Piazza Maggiore, attirando un folto pubblico di bolognesi che avevano scelto di vivere in città.

Le sue canzoni più celebri.

Tra le sue canzoni più celebri, molte delle quali eseguite nella sua lingua madre, ci sono:

  • “Bologna campione”: l’inno ufficiale e sprezzante della squadra di calcio del Bologna.
  • “Piazza Maggiore 14/08”: dedicato ai festeggiamenti del 15 agosto e agli eventi nella piazza principale di Bologna.
  • “Viale Ceccarini Riccione”: un omaggio alla celebre via romagnola.
  • “Spomèti (il Viveur)”: un brano che racconta il “dandy impomatato” delle balere attraverso un approccio malinconico e comico.

“Tango imbezéll”: un brano dedicato al tango.

Sarti ha anche interpretato in dialetto bolognese canzoni popolari straniere, in particolare di scuola francese e americana (come la parodia di “New York, New York”, traslitterata come “A vagh a Neviork”).

Dino Sarti ha anche intrapreso la carriera di scrittore, pubblicando diversi libri, tra cui:

Sono arrivato alla notte (1981)

O se è bolognese o se parla inglese (1987).

Quanti zucchero? (1991)

Dino Sarti è considerato un artista di fama che ha documentato la natura popolare e festosa della Bologna degli anni ’70. Dopo la sua scomparsagli è stato dedicato un giardino nei dintorni di Bologna.

[calendarizeit defaultview="rhc_event" header_left="rhc_event,prevYear,prev,next,nextYear today" header_right="month" taxonomy="calendar" firsthour="6" slotminutes="30" mintime="0" maxtime="24" icalendar_width="460" icalendar_align="center" terms="dino-sarti"]