ALASKA BABY – IL NUOVO PROGETTO DI CESARE CREMONINI
Era tempo che si vociferava qualcosa di grande nella crew del buon Cremonini, qualcosa che parlasse di viaggi, musica, amici.
Non ci è voluto tanto, eccolo qui, dal nome Alaska Baby, tratto da un’avventura profonda, un’opera che nasce da una storia vera, personale e collettiva, di canzoni, musica e vita.
Alaska baby è un documentario, un album, un incontro di amicizie.
È il nono album dopo La ragazza del futuro, uscito nel 2022, e ha tratto la sua ispirazione da un lungo viaggio che il cantautore bolognese ha compiuto negli Stati Uniti, in cui ha viaggiato in lungo e in largo, da New York all’Alaska, passando per le mete simboliche e fondamentali della musica d’oltreoceano, quali Nashville, tempio del country, Seattle e il suo grunge, poi Memphis che ha visto crescere Elvis, infine Los Angeles e Las Vegas.
Dodici sono le tracce scelte per questa nuova opera e i featuring sono stati definiti non collaborazioni, ma incontri di voci e di vite, energie intense piene di amore e passione. Troviamo la voce inconfondibile di Elisa, sua grande amica, Luca Carboni in “San Luca” con una dedica alla loro città natale in comune,
i Meduza e la loro nuova elettronica, infine Mike Garson, pianista e produttore internazionale che ha visto collaborazioni con Bowiee Smashing Pumpkins.
«Ho scoperto quello che volevo fare con Alaska Baby strada facendo, durante la sua realizzazione. Perché l’opera a volte è una sorta di stella polare che inizi a seguire e ti porta dove vuole lei. All’inizio non ti nascondo che pensavo che questo album fosse una sorta di atto finale, dopo aver fatto uscire una serie di singoli. Venivo da un album, La ragazza del futuro, che era molto
concettuale, era nato durante la pandemia. Non aveva tanti riferimenti concettualmente costruiti nel tempo. Era un disco molto concreto, pragmatico. Invece Alaska Baby nel corso del tempo è diventato, in confronto al precedente, barocco, ricco di dettagli. È diventato gigantesco fra le mie mani. È vero, ci sono tanti riferimenti alla musica internazionale di oggi o comunque del recente passato. Ci sono sempre nella mia musica, non è cosa nuova. Come il fatto che io amo gli anni ’70, mi conquistano sempre all’ascolto.»
La copertina, dalle due sfere colorate, trae ispirazione dal memoriale di Brion di Altivole (Treviso), due sfere che si incontrano, fino a fondersi l’un l’altra, creando un’anima nuova. I colori ricordano quelli dell’aurora boreale ed emergono da uno sfondo bianco che evoca il paesaggio bianco innevato dell’Alaska.
A breve, il progetto nato e concepito anche come documentario, sarà disponibile sulla piattaforma digitale di Disneyplus.
M.L.