HIGHLIGHTS EMILIANI NEL FESTIVAL DI SANREMO 2026
Eh, sì… Noi siamo sempre alla ricerca di questo, della nostra cara e vecchia Emilia e possiamo dire
che all’interno di questo Festival ce n’è stata parecchia.
Tralasciando la nostra beniamina Laura, che ha dato sfoggio di look eccentrici, vagamente criticati,
un’allure simpatica e spiritosa, sicuramente a proprio agio, qualche gaffe che ci sta sempre e
l’ansia del farla cantare prima o poi, è innegabile che la serata delle cover sia stata anche, in parte,
una bella celebrazione degli artisti della nostra terra.
Partiamo dagli Stadio, presentati sul palco insieme a Tommaso Paradiso sulle note de “L’ultima
luna”, brano del 1979 di Lucio Dalla. Un duetto esplosivo, carico di energia. Gli Stadio non salivano
su quel palco dal 2016, anno in cui vinsero il Festival, targato Carlo Conti, con il brano “Un giorno
mi dirai”. Con “L’ultima luna” abbiamo assistito ad un bellissimo ricordo del nostro maestro Lucio e
dell’ex batterista degli Stadio, Giovanni Pezzoli, scomparso nel 2022 e che accompagnò in studio e
in tour anche lo stesso Lucio.
La sorpresa delle sorprese ce l’ha fatta Tredici Pietro, che ha riportato sul palco dell’Ariston
proprio il papà Gianni Morandi. Ce chi se lo aspettava e chi no. “Vita”, scritto da Mogol e Lavezzi e
interpretato da Dalla/Morandi, ha fatto muovere il pubblico, rivisitata da Pietro con aggiunte rap
nel testo, ma mantenendo la sua verve un po’ funky, è stato un altro bel ricordo del maestro Lucio,
per la seconda volta idealmente e artisticamente con noi in scena. E lo stesso vale per Giovanni
Pezzoli, che accompagnò con la batteria le note di questo brano, insieme ad Iskra Menarini ed
Angela Baraldi nei cori. Insomma, quell’Emilia che ci piace.
E’ stato poi il momento di una visibilmente emozionata Caterina Caselli, a cui è stato consegnato il
Premio alla Carriera. Sono trascorsi sessant’anni da “Nessuno mi può giudicare”, che proprio nel
Sanremo del 1966 ottenne il secondo posto dopo Modugno e che tra la musica leggera di
quell’epoca portò parole nuove, che parlavano di anticonformismo e libertà. Lo stesso messaggio
di indipendenza e libertà riecheggia nel 2026: “Sentitevi liberi dal giudizio”, quella cantante “molto
coraggiosa, un po’ spavalda” oggi lo è “un po’ meno”, ma il suo messaggio di indipendenza di
Caterina Caselli torna con forza sul palco dell’Ariston, celebrata non solo nella sua carriera di
cantante e interprete, ma anche e soprattutto come produttrice ed editrice musicale con la Sugar.
“Sono stata fortunata nella mia vita, ho avuto incontri importanti che mi hanno aiutato in questo
percorso”, dice emozionata. “Nessuno Mi Può Giudicare ancora oggi contiene un messaggio
importante, rivendica la libertà di giudizio. Grazie a tutte le persone e a tutti gli artisti da cui ho
imparato qualcosa”.
M.L