Esce “Jenny”: se Vasco Rossi ispira Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo. E viceversa.

“Jenny, che già dal nome mi sembrava perfetta per ispirare il personaggio, l’ho scritta prima di cominciare a fare questo mestiere, diciamo che è una “prova d’autore” che ho promosso a canzone. È una donna giovane, soffre, per la società non è “utile” e quindi va allontanata. Nella canzone parlo di una donna, ma in realtà Jenny sono io in preda al mio “diciannovesimo esaurimento nervoso”, quello che mia zia avrebbe curato a suon di bastonate. Allora si diceva esaurimento, oggi si direbbe depressione. lo ne sono sempre uscito, e ne esco, grazie alla musica, grazie ai concerti, per me il motivo per esistere e resistere…”. Queste sono le introspettive parole che Vasco ha diffuso dal suo profilo instagram, certamente non a caso: in queste ore, per il 31 agosto, è infatti attesa l’uscita del nuovo album di Dylan Dog intitolato, appunto, “Jenny”, che si ispira alla sua canzone, dopo l’uscita di “Sally” ed “Albachiara”.

Ha detto Vasco Rossi: «Ho sempre amato la sintesi e i fumetti in questo son perfetti: il racconto si dipana per immagini e poche parole ma quelle che bastano a farti capire un mondo intero di cose. Il mio percorso direi che va da Nembo Kid a Tex Willer per arrivare fino a Dylan Dog, il più colto, raffinato e impegnato, il suo mondo visionario mi ha affascinato. Ancora oggi è per me un mito e sono strafelice di incontrarlo. A proposito, da Dylan Dog sono passato direttamente ai libri di filosofia».

Racconta, sulle pagine dell’editore, Tiziano Sclavi: «Una volta ho fatto un sogno. Di solito i miei sogni sono incubi paurosi e disperati, ma quello, caso più unico che raro, era felice. Non ricordo come si svolgeva, so solo che a un certo punto cantavo Voglio una vita spericolata. Era indubbiamente un segno. Segno che qualcosa di Vasco mi era entrato nel profondo».

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