Cesare CREMONINI: un 2022 tra Stadi e nuovo album

Grandi emozioni ci attendono la prossima estate.
Prima fra tutte il Tour negli stadi italiani di uno fra i cantautori bolognesi più amati, Cesare Cremonini, che avrà il suo inizio presso lo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro e culminerà all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola; seconda, non per importanza, l’uscita del suo nuovo album. E di certo non c’era modo migliore, di inaugurare un nuovo lavoro, se non con l’affetto di uno stadio intero.

“Sta per finire un periodo durato circa otto mesi in cui ho lavorato chiuso in studio. Ora comincia una nuova fase in cui io cambio d’abito insieme alle canzoni. Il materiale, che è tanto e molto complesso da gestire, ora comincia a viaggiare in giro per il mondo per prendere forma. Ci vorranno ancora alcuni mesi. Ma la cosa più bella di questo momento è che le persone che hanno fatto parte di questo periodo, chi ne è diventato protagonista entrando nei testi, chi senza saperlo o da lontano ha ispirato le musiche, chi ha lavorato con me e mi è stato accanto, tutte queste persone ora vivono e rivivono insieme al disco che nasce e diventa reale. Resteranno qui dentro. Per qualche mese ancora le canzoni suoneranno solo per loro. I violini, le viole e i contrabbassi in fila, poi sarà festa. Freddie ci osserva.”

Queste le parole che il cantautore lascia al suo pubblico tramite i social. E tramite i suoi social, scuriosando qua e là, possiamo assaporare piccoli assaggi, frammenti di video, inerenti alle nuove produzioni. Troviamo, tra i protagonisti, Steve Jordan, batterista straordinario ed anche produttore (che ha lavorato con artisti del calibro di Keith Richards, John Mayer, Eric Clapton), successivamente Gary Novak e Ash Soan, tutti e tre intenti in drum session e deducibili registrazioni di batteria proprio del nuovo album.
Se il tempo storico che stiamo vivendo ci impone spesso di lavorare a distanza, vero è che l’emozione rimane unica e indescrivibile.

“Se non a voi, a chi?
Non sono contento fino a quando non arrivo a conoscere l’intera anatomia (se intendiamo le opere musicali come esseri viventi) di una mia canzone. Non è una malattia ma le canzoni sono fiere selvatiche, predatori e predatrici e non esiste una forma di rispetto maggiore della conoscenza. Arrivo al momento di iniziare la produzione vera e propria, quella in cui risuono o faccio registrare dal vero ogni strumento che voglio non sia virtuale dai musicisti che amo o che stimo, in cui spero di sapere rispondere ad occhi chiusi a qualsiasi domanda o dubbio, anche perché serve per aiutare i tecnici e gli ingegneri a lavorare meglio.

Voi direte, giustamente, e a noi che ci frega, ed è giusto così, ma guardandomi intorno, ad essere sincero, non trovo altri a cui dirlo. Tocca a voi starmi dietro, ogni tanto. 😅 A parte gli scherzi, un abbraccio a tutti, stiamo lavorando bene e in modo del tutto visionario. Non mi importa nulla se non di creare la cornice e il quadro di visioni artistiche. Quindi sto affrontando il nuovo album nel modo più pericoloso e coraggioso possibile, vi abbraccio!”

E proprio questi quadri di visioni artistiche stanno prendendo forma e uscendo dal guscio nel tempio della musica di tutti i tempi, gli Abbey Road Studios in quel di Londra.

“Siamo nel momento delle meraviglie” come dice il buon Cesare, non ci resta che attenderle con trepidazione. Nel frattempo, godiamoci questi ultimi spiragli d’estate.

Martina Lusetti