NOVITA’ MUSICALI: GENTE – ERAVAMO IO, l’album

La pluralità di uno solo. Tutti e nessuno.

Questo è Gente, il progetto solista di Renato Stefano.

Anni e anni di scrittura e gavetta per questo ragazzo che viene da Bari, ma è cresciuto, soprattutto musicalmente, a Bologna, nel capoluogo della civiltà studentesca, libera dagli stereotipi e da sempre fruitrice di musica fuor

i dagli schemi.

La sua musica è un po’ così. Difficile da categorizzare. Troviamo in essa quel tutto che piace, synth che accarezzano un cantautorato moderno, alla Franco 126, Frah Quintale, e c’è chi lo chiama street pop.

Sicuramente si sente l’influenza del rap, punto d’inizio della sua carriera che parte dall’appartenenza ad una crew, dove il training delle barre lo ha portato a maturare esercizi di stile, tra il linguaggio di strada e citazioni filosofiche, regalandoci una nuova forma di rap che non teme di macchiarsi di pop e urban.

 

Gente definisce la scrittura una “terapia d’urto”, “il suo psicologo personale”.

“Scrivere così tanto è sempre stato il mio modo di comunicare; è un po’ per sconfiggere questo stereotipo dell’uomo apatico che non esprime mai i suoi sentimenti […].”

 

Tutto è iniziato tra il 2018 e il 2019, quando ha pubblicato i suoi primi singoli con la produzione di Parix Hilton, conosciuto in studio di registrazione, più precisamente alla Fonoprint, durante un corso, organizzato dallo studio, per imparare a migliorare la qualità e le tecniche di registrazione delle tracce.

 

Nell’ottobre 2018 esce “Genere”, manifesto di protesta contro il concetto stesso di categorizzazione. È percettibile il velo d’ironia che sfiora il brano, ma è ben chiaro il desiderio di scostarsi dalla massa e dal mercato musicale che tende sempre a voler etichettare tutto.

“Io non ho un genere, non faccio un genere, ma può succedere, che io possa cedere, e non per categorizzare ma categorizzare in genere non è il mio genere […]”

https://www.youtube.com/watch?v=6O1uDTPKDi4

 

Nell’estate 2019 esce “Non ti piacerà”, una hit fresca, ironica, su un rapporto a due che non funziona. “Ma io per te sono proprio come la trap, non ti piaccio ma ti faccio ridere, finchè non piacerà, non ti piacerà.”

 

https://www.youtube.com/watch?v=eCHO652LBgY

 

“Scatola” ha anticipato l’uscita del suo primo album di debutto. Una base tutta da ballare, su un testo ricco di spunti di riflessione sull’incertezza giovanile, sulla voglia di emancipazione.

“E se sei diverso è okay, fa lo stesso, se fai ciò che loro non farebbero, non è un errore, sei libero.”

 

https://www.youtube.com/watch?v=xTSCeA4uWS4

 

A credere in questo artista c’è la INRI Torino e la Fonoprint Sudios, lo studio di registrazione più importante di Bologna, famoso per essere stato santuario delle creazioni artistiche di Lucio Dalla, Zucchero, Samuele Bersani e molti altri.

 

“Eravamo io” è il suo primo album, uscito il 9 dicembre 2020, dodici brani che parlano dell’evoluzione di questo artista che ha saputo prendere il buono di tutti i generi in voga in questo periodo storico, senza impersonarne nessuno in particolare. Un artista che tratta tutta l’indeterminatezza del nostro tempo senza prendersi troppo sul serio.

 

https://www.youtube.com/watch?v=RwDJvdTWhyo

 

A febbraio 2021 è uscito “Piccolino”, il suo ultimo brano, una ballata dolce su cui la sua voce incisiva, graffiata, scorre fluida, fino a creare un pezzo orecchiabile che sembra sempre sul momento di scoppiare e aprirsi, ma non scoppia mai, rimane chiuso in sé.

 

“Piccolino” è la voglia della semplicità delle piccole cose, di quella sincerità che si ha quando si è molto piccolini e si guarda la vita con occhi vergini, vivendo tutto con grande ed ingenuo entusiasmo.”

 

 

 

 

Martina Lusetti